La mia ricerca professionale e creativa non si muove su binari paralleli, scorre lungo un Nastro di Möbius. La logica rigorosa dell'architettura software e l'esplorazione profonda dello storytelling possono sembrare mondi opposti, ma in realtà sono la stessa superficie che si piega e converge. Ritornare oggi alla sceneggiatura significa chiudere un cerchio geometrico: tutto torna, arricchito da esperienza e consapevolezza.
Come Sidha, la pratica della Meditazione Trascendentale è il baricentro di questo ecosistema. È lo spazio di chiarezza e intuizione che unisce la mente dell'informatico a quella dell'autore, permettendomi di governare la complessità nelle sue diverse forme.
Attualmente coordino il reparto R&D di Open-Co e sviluppo soggetti per il cinema.
La mia scrittura è un organismo versatile che si è nutrito di una cultura cinematografica a tutto tondo e dello studio profondo degli archetipi narrativi. È un cammino iniziato tra le recensioni di Cinema Critico, le monografie di YastaRadio e il confronto storico con figure come D. Sacchetti, G. Panella e F. Frusciante.
Oggi porto in questa forma d'arte una cassetta degli attrezzi costruita in anni di sperimentazione: il dono della sintesi narrativa — capace di condensare un intero mondo in poche righe — e una tenuta del montaggio testuale che non lascia spazio al superfluo.
Mi muovo con naturalezza tra la sfida della prima persona al femminile e l'uso della ricorsione logica all'interno della trama, cercando sempre quel punto di equilibrio dove la struttura si fa invisibile per lasciare spazio all'emozione.
Un'opera dove il tempo e la memoria si intrecciano in una struttura non lineare. Una sfida narrativa che esplora i confini della realtà attraverso un'architettura di trama studiata per disorientare e, infine, ricomporre il senso profondo dell'esistere.
La raccolta di racconti più citata. Attualmente fuori catalogo in attesa di riedizione.
Attraverso l'uso di pseudonimi e codici d'accesso, ho costruito un universo transmediale fatto di nostalgia tecnologica, hacking e visioni distopiche, definendo un nuovo standard per il genere in Italia.
Sviluppo di una raccolta poetica monografica, frutto di uno studio costante sull'opera di Matsuo Bashō e della mia esperienza nel genere. L'haiku rappresenta per me la forma più assoluta di sintesi letteraria, un momento di relax e una minuscola scena di consapevolezza: diciassette sillabe capaci di fermare un'immagine e restituirne l'essenza visiva ed emotiva.
Questa ricerca stilistica ha già trovato riscontro in pubblicazioni all'interno di antologie di settore (come HaikuNoir) e in menzioni dedicate. Il progetto attuale mira alla sistematizzazione di una raccolta completa che esplori il confine tra l'osservazione e la percezione interiore.
Sebbene l'opera viva di una totale autonomia estetica, la disciplina della sottrazione richiesta dall'haiku è il riflesso della mia metodologia di scrittura: un approccio che mira alla pulizia del montaggio narrativo e all'essenzialità della struttura cinematografica, dove ogni parola deve giustificare la propria presenza.
Un lavoro strutturale di revisione profonda e ottimizzazione del mio intero catalogo di testi (editi e inediti). L'obiettivo è la valorizzazione attiva del pregresso, trattato non come un archivio statico, ma come un bacino dinamico di Proprietà Intellettuali (IP) pronte per il mercato.
Ogni testo viene sottoposto a una rilettura critica e a un aggiornamento stilistico per due finalità precise:
È un processo che unisce la creatività autoriale al rigore analitico, permettendomi di mappare le potenzialità di ogni singola storia e di posizionarla sul canale produttivo o editoriale più adeguato.
Un racconto mystery concepito e strutturato come un meccanismo a orologeria. L'opera è in fase di stesura seguendo la rigorosa logica a incastro tipica del giallo investigativo, dove l'intreccio richiede un controllo millimetrico degli indizi, dei tempi e delle svolte narrative.
Il progetto si fonda su due pilastri metodologici:
È un esercizio di precisione letteraria in cui il rigore dell'intreccio è il vero protagonista.
Guido la visione tecnologica e lo sviluppo di soluzioni proprietarie ad alto impatto. Mi occupo di progettazione software e coordinamento del team, trasformando requisiti complessi in architetture scalabili.
Specializzato nello sviluppo "from scratch" di motori di calcolo e parser algoritmici, ho progettato e realizzato sistemi custom di analisi testuale matriciale che superano le capacità dei software standard, risolvendo criticità strutturali dove le soluzioni multinazionali non arrivano e garantendo un vantaggio competitivo basato sulla potenza del codice proprietario.
Disponibile per realizzare soggetti cinematografici, networking professionale in ambito tecnologico o informazioni sulle prossime pubblicazioni.